Questo articolo è disponibile anche in:

Iperestensione del bebè, come riuscire nel portage?

Quando volete portarlo, il vostro bebè si inarca e porta la testa all’indietro?


Questo rende l’installazione difficile, se non addirittura impossibile?


Vi fate mille domande: 


  • Sto facendo male al mio bebè?
  • Non gli piace essere portato?
  • O peggio, non gli piace il contatto o stare appiccicato a me?


Ecco alcune chiavi per riconoscere le cause che portano il bebè a esprimere con il corpo questo movimento di iperestensione e alcuni spunti per aiutarvi a sistemarlo.


Cominciamo dai consigli per aiutarvi


Cosa fare quando il Bebè si inarca e porta la testa all’indietro piangendo?



Che sia durante l’installazione in un marsupio o anche in altre situazioni, può capitare (soprattutto prima dei tre mesi) di vedere il vostro bebè con la testa all’indietro, la schiena inarcata, le spalle e le braccia che si aprono, a volte bruscamente, a volte gradualmente, come un nervosismo che cresce poco a poco.


Un buon portage comincia dalle braccia


Il porta bebè viene a sostituire le vostre braccia, ma questo passaggio di testimone avviene per tappe.


Durante tutta l’installazione è importante offrire appoggi solidi con il vostro corpo, finché il porta bebè non è regolato in modo definitivo. Si usano mani, braccia, busto, spalle, guancia, collo per contenere il Bebè.


A volte il bebè si irrigidisce (riflesso di Moro) per mancanza di sostegno. 


Aver ripetuto la propria coreografia di installazione


Conoscere le tappe e allenarsi a regolare il porta bebè anche con un peluche o un cuscino, oppure pre-regolare il vostro porta bebè prima, per essere sicuri della tecnica e trasmettere fiducia e sicurezza al bebè, oltre a essere meno tesi ed esitanti


Cullare durante l’installazione, camminare


L’impulso del cammino aiuta a cullare e a rilassare il portatore e il bebè.


Non esitate a fare un’installazione graduale: tra una tappa e l’altra, potete fare delle pause risalendo strato dopo strato (per la fascia) e continuare a cullarvi tranquillamente. 


Prendersi il proprio tempo


Rispettare il ritmo del bebè, che è più lento del nostro, cullandolo durante l’installazione.


I gesti lenti


Finché il bebè piange o si irrigidisce, voi continuate a cullarvi e a mantenere l’avvolgimento con le mani e le braccia. 


Mostrare la direzione


Può piangere durante l’installazione, ma questo non significa necessariamente che la causa sia il portage. Cosa fare? Continuare l’installazione. Cullatevi... i pianti dovrebbero poco a poco distanziarsi nel tempo e diventare meno intensi. Se così non fosse, potete ovviamente tirarlo fuori e riprovare in un altro momento.


Non mollare


E se non funziona al primo colpo, provate un’altra volta. 


Forse il bebè ha fame o forse non è ancora abituato a questa posizione o a questo strumento di portage


Verso i 5-6 mesi, il bebè può essere in una fase di sviluppo chiamata “fase del saltatore”. Fino a questo momento, i suoi muscoli erano estesi nella parte posteriore del corpo e raccolti nella parte anteriore, e a questo punto lo sviluppo può orientarsi verso l’estensione dei muscoli. Appena i suoi piedi toccano il suolo, il bebè sembra volerlo spingere via e mettersi in piedi.


Cosa potete fare


Avvolgerlo nel portage in braccio posizionandolo contro la vostra vita, sostenendo bene i suoi glutei e risollevando le sue ginocchia. Ci sono buone probabilità che il bebè si sistemi e si avvolga!


Come riconoscere l’iperestensione nel bebè?


L’iperestensione si caratterizza per:

  1. un eccesso di contrazione dei muscoli della parte posteriore del corpo del vostro bambino.
  2. mani spesso chiuse
  3. pianti frequenti, il bebè è spesso irritato
  4. il bebè detesta la posizione sulla schiena o a pancia in giù
  5. il portage è difficile perché il bebè spinge contro il genitore
  6. difficoltà durante l’allattamento o il biberon (il bebè spinge all’indietro)


Quando è arrabbiato, può inarcarsi e arcuarsi con la testa all’indietro. Se è temporaneo e il bebè resta mobile negli arti, probabilmente non è patologico. Parlatene comunque con il vostro pediatra, perché potrebbe esprimere un dolore nel vostro bambino. 
Potete prendere appuntamento con il vostro pediatra, saprà aiutare voi e il vostro bebè. 


Le possibili ragioni di un bebè che si contorce e si inarca: l’estensione come movimento riflesso di ricerca di appoggio


In utero il bebè è rimasto a lungo in flessione


Galleggiava in assenza di peso nel liquido amniotico e ogni volta che si muoveva c’era come una "risposta": il contatto della sua pelle contro le pareti uterine.


Alla nascita il Bebè viene proiettato da un ambiente contenitivo e acquatico a un ambiente terrestre dove la gravità si impone. Non avendo ancora il tono e i muscoli necessari per mantenere e mobilizzare il proprio corpo in flessione, andrà sistematicamente in estensione per esprimere sensazioni e ogni volta che non c’è intorno a lui un involucro contenitivo (le vostre mani, un porta bebè, una mussola …) che si tratti di


  • dolori alla pancia
  • reflusso acido
  • stanchezza…


Può allora mostrarlo con grida, pianti, oppure irrigidendosi, tendendo braccia e gambe, inarcandosi e portando indietro la testa nella ricerca delle pareti, di una "risposta" attraverso il tatto.


Il bambino ben portato, ben sistemato e contenuto, potrà calmarsi, non dovendo più lottare contro la gravità per contenersi.


Potrà così dedicare la sua energia a scoprire altre sensazioni (vedere, sentire, toccare…) e quindi aprirsi alla comunicazione, al mondo esterno, e avere un sonno ristoratore.


Alcuni bebè possono essere fin dalla nascita a volte molto tonici


Anche se la posizione naturale del corpo è piuttosto quella del raccoglimento in flessione con la schiena arrotondata.


In questi casi si raccomanda di consultare un osteopata o uno psicomotricista per verificare la causa di questa estensione.


Il portage può aiutare a sostenere e calmare il bebè anche in questi casi.


TUTTI I NOSTRI VIDEO TUTORIAL DI PORTAGE ****


Inoltre, assicuratevi di verificare bene che il mezzo di portage utilizzato permetta un portage fisiologico. Vale a dire che rispetti la fisiologia del vostro bambino. Se nello strumento di portage il vostro bambino ha le gambe dritte e penzoloni, è sostenuto dal cavallo, ha la schiena dritta, saprete che non è affatto fisiologico. (rischio di displasia dell’anca, cattivo sviluppo psicomotorio..) 


Tutti i nostri porta bebè e tutte le nostre fasce portabebè sono stati progettati in questo senso e sono certificati sani per le anche dall’Istituto Internazionale della Displasia dell’Anca. 


Speriamo che questi consigli possano rendere più sereni questi dolci momenti di portage. 


Siamo disponibili via mail, Messenger, Instagram, Whatsapp o per telefono per accompagnarvi. 


Potete anche farvi accompagnare dalle nostre consulenti del portage formate in presenza vicino a casa vostra o anche in videochiamata!

Aggiornato il: 24/09/2026

È stato utile questo articolo?

Condividi il tuo feedback

Annulla

Grazie!